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Il Circuito di Campione d’Italia diventa caso di studio universitario

Il Circuito di Campione d’Italia diventa caso di studio universitario

USI Circuito di Campione
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Per una settimana il Circuito di Campione d’Italia è stato al centro di un importante percorso accademico internazionale. L’Università della Svizzera Italiana (USI) di Lugano, all’interno del Master in Turismo Internazionale, ha infatti scelto il progetto del Circuito come business model e caso di studio per approfondire il rapporto tra patrimonio motoristico, identità territoriale e sviluppo turistico contemporaneo. Un’iniziativa che conferma come il motorismo storico possa oggi rappresentare non soltanto passione e memoria, ma anche uno strumento concreto di valorizzazione culturale, economica e turistica.

Il percorso si è aperto lunedì 4 maggio con la presentazione di Victorious e BrainsHub e del progetto Circuito di Campione agli studenti del Master, introducendo il concetto di heritage motoristico come leva capace di generare turismo esperienziale, storytelling territoriale e nuove forme di economia legate agli eventi.

Martedì 5 maggio protagonisti sono stati Giuseppe Redaelli – Presidente dell’Autodromo Nazionale Monza, Presidente ACI Varese e Presidente della Commissione FIA per il Motorismo Storico – insieme al figlio Gianandrea Redaelli. Durante il loro intervento è stato affrontato il significato più profondo del motorismo storico, distinguendo il concetto di “heritage” da quello di semplice “auto vecchia”, riflettendo sul rapporto tra uomo e automobile nel corso dei decenni e sull’importanza di preservare questo patrimonio culturale e tecnologico.

La giornata di giovedì 7 maggio ha ulteriormente ampliato la prospettiva. Ospite del corso è stato Marco Coppini, founder e owner di MCM – Master Class Motors, realtà specializzata nella gestione, utilizzo in pista e noleggio di Formula 1 e Formula 3 storiche. Coppini ha raccontato come la passione per il motorsport storico possa generare importanti movimenti turistici internazionali, citando eventi di grande richiamo come quelli di Le Castellet, capaci di registrare il tutto esaurito e attirare appassionati da tutto il mondo.

A seguire è intervenuto Giuseppe Pottocar, Direttore del Museo Tazio Nuvolari, che ha posto l’attenzione sull’importanza di comunicare il patrimonio motoristico alle nuove generazioni attraverso linguaggi contemporanei. Il museo mantovano rappresenta oggi un esempio virtuoso di innovazione culturale, grazie all’utilizzo di strumenti interattivi e realtà aumentata che consentono ai visitatori di “dialogare” con i cimeli esposti, mantenendo viva la figura di Tazio Nuvolari anche per un pubblico giovane. Una storia, quella del “Mantovano Volante”, ripresa durante la proiezione del cortometraggio “La Cisitalia torna a correre”, dedicato alla prima auto della storia a portare ufficialmente il nome di un pilota. Nuvolari, appunto.

Nel pomeriggio il progetto si è spostato dalla teoria alla pratica. Gli studenti hanno raggiunto Campione d’Italia per visitare il tracciato del Circuito e comprenderne direttamente complessità organizzative, opportunità territoriali e potenzialità turistiche. All’esterno dell’Università, grazie alla collaborazione di Roby Ginevri e Libero Milesi, è stata inoltre esposta una Fiat 508 Barchetta del 1939, accesa davanti agli studenti per offrire un’esperienza sensoriale diretta del motorismo storico. La visita è proseguita presso il Casinò di Campione d’Italia, dove il Presidente Roberto Guarini, già dirigente Alfa Romeo, ha condiviso la propria esperienza professionale e il valore strategico del legame tra territorio, memoria industriale e cultura motoristica.

Agli studenti sono stati quindi assegnati quattro temi di lavoro sviluppati in gruppo e presentati il giorno successivo: il Circuito come elemento identitario di Campione d’Italia; il Circuito come prodotto turistico integrato nel contesto del Canton Ticino; la possibilità di creare imprese specializzate nel turismo motoristico; e infine il superamento delle barriere generazionali e di genere nel mondo del motorismo storico. Gli elaborati saranno analizzati e selezionati per una presentazione al Circuito, quale completamento del percorso svolto. Particolarmente interessante il confronto emerso sull’esigenza di coinvolgere nuove generazioni e pubblico femminile attraverso linguaggi, esperienze e format più contemporanei, capaci di rendere il motorismo storico accessibile e attrattivo anche per chi oggi ne è distante.

L’iniziativa si inserisce all’interno del più ampio progetto 2026 dedicato ai giovani, che comprende anche il progetto MINI GP e il programma UNDER 25, confermando la volontà di costruire un futuro sostenibile per il motorismo storico attraverso formazione, cultura e nuove modalità di partecipazione. Più che una semplice attività universitaria, quella sviluppata all’USI rappresenta un segnale concreto: il motorismo storico può diventare sempre più un motore di turismo internazionale, cultura territoriale e innovazione esperienziale. I nostri ringraziamenti più sentiti vanno al Prof. Claudio Visentin e al Prof. Lorenzo Cantoni, Direttore del Master in Turismo Internazionale, che hanno permesso la realizzazione del progetto.

USI Circuito di Campione

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